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martedì 19 luglio 2011

Napoli, duro colpo ai clan camorristici

Martedí 19.07.2011 09:28


I carabinieri di Torre del Greco hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di 36 persone affiliate a 5 clan camorristici operanti nell'area orientale di Napoli. Tra i reati contestati associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse in relazione a due distinte indagini.

Venti arrestati, affiliati ai clan "Sarno", "Cuccaro" e "De Luca Bossa" operanti a Ponticelli, Barra e Cercola, dovranno a vario titolo rispondere di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

Per altre sedici persone, affiliate ai clan "Rinaldi - Reale e "D'Amico - Mazzarella" operanti a San Giovani a Teduccio, le accuse sono di omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e di associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti
LE INDAGINI- Le due indagini riguardano, in un caso, le dinamiche di avvicendamento tra il 2009 e il 2010 tra il clan Sarno, Cuccaro e De Luca Bossa per il controllo delle attività illecite tra i quartieri di Napoli di Barra e Ponticelli, nonchè il vicino comune di Cercola; il subentro degli alleati Cuccaro e De Luca Bossa ai Sarno viene segnato il 29 novembre del 2009 dall'omicidio di Salvatore Tarantino, considerato reggente dei Sarno, all'epoca gia' indeboliti da arresti e indagini delle forze dell'ordine.

L'inchiesta sui clan Rinaldi-Reale e D'Amico-Mazzarella, che ha portato in carcere 16 persone, riguarda invece un periodo che parte dal 2001 e si chiude a marzo-giugno di quest'anno con due tentati omicidi a Volla, grosso centro alle porte di Napoli, ricostruendo il rafforzamento della famiglia D'Amico, alleata con i Mazzarella, fino al tentato omicidio di Salvatore Maddaloni, a giugno di quest'anno, scampato all'agguato anche grazie al fatto che il padre ha investito con il furgone, parcheggiato davanti la loro pescheria, uno dei killer.
AFFARITALIANI.IT

martedì 21 dicembre 2010

Gtatis da www.turismo.intoscana.it giochi viaggio in toscana

Si chiama Viaggio in Toscana e rappresenta attualmente l'iniziativa di edutaiment nel campo turistico culturale più avanzata ad oggi realizzata da una Regione italiana di Regionetoscana che, attraverso Fondazione Sistema Toscana, valorizza l'offerta turistica toscana attraverso gli strumenti della multimedialità e del web 2.0, grazie al portale www.turismo.intoscana.it. Viaggio in toscana si compone di 4 giochi per il cellulare, le cui applicazioni sono già oggi scaricabarili gratuitamente dal portale,da Apple Store, ITunes e Googlestore, basati sui meccanismi dei più popolari videogame arcade: puzzle, azione,e quiz, arricchiti dai requisiti di personalizzazione degli avatar e di collezionabilità degli accessori per la vacanza ideale in Toscana. Www.turismo.intoscana.it/mobilegames. Fonte APCOM

domenica 24 gennaio 2010

Strisce: bocciate Napoli e Roma


(ANSA) - ROMA, 23 GEN - Napoli ultima, Roma penultima. E' il primato negativo che conquista la sicurezza degli attraversamenti pedonali delle due citta'.Lo dice uno studio dell'Automobile Club d'Italia nell'ambito degli Eurotest della Fia Foundation. Nella classifica, Milano si aggiudica il peggior attraversamento pedonale. Mancanza di isole salvagente, tempi dei semafori incongrui e auto in sosta che limitano la visibilita' sono alcuni dei problemi di cui soffrono le tre citta', sulle 31 europee analizzate.

giovedì 21 gennaio 2010

Cancellata da una legge regionale l’alta specializzazione dell’Istituto, punto di riferimento per tutto il Centro Sud nella riabilitazione, in partico

Si è tenuta il 14 u.sc. una conferenza stampa indetta da pazienti/utenti della Fondazione Santa Lucia di Roma per protestare contro la chiusura dell’Istituto. “La situazione che si è venuta a creare a seguito del decreto n. 56 del 28 luglio 2009 della Regione Lazio è gravissima perché si rischia di produrre «effetti drammatici» sull’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma” – lo comunica la stessa direzione dell’istituto, che ha incontrato nei giorni scorsi le rappresentanze sindacali dei lavoratori per aggiornarle sulla situazione finanziaria e «discutere i possibili provvedimenti che saranno presi per far fronte alla grave crisi».

Il decreto regionale – si legge in una nota dell’istituto – «di fatto cancella la Santa Lucia come ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria, impedendo così la possibilità di continuare ad assistere pazienti motulesi e con gravi celebrolesioni acquisite. Ciò in conseguenza dell’adeguamento ai minori requisiti organizzativi previsti dalla normativa regionale per le strutture non di alta specialità”.

Pesanti saranno le conseguenze sui pazienti con Ictus cerebrale ai quali verrà negata la possibilità di accedere ad uno dei centri più qualificati e competenti nella cura della loro malattia.
Pesanti saranno le conseguenze sugli Ospedali per acuti del Lazio che accolgono e curano i pazienti con ictus cerebrale, ai quali verrà meno un punto di riferimento efficiente nel ricoverare i pazienti nelle primissime settimane dopo la malattia.
Pesanti saranno anche le conseguenze sul personale impiegato: 241 dipendenti del ruolo sanitario, pari a circa il 50%, risulterebbero in esubero.

ALICe Italia Onlus, a nome di tutti i pazienti, si augura che l’incontro tra la S. Lucia ed il Ministero della Salute e della Ricerca dia esito positivo, dimostrando così che la qualità delle cure offerte alle persone colpite da ictus sono davvero una delle priorità di quanti hanno in mano la gestione della salute di noi cittadini.


Ufficio Stampa A.L.I.Ce. Italia Onlus – Associazione per la Lotta contro l’Ictus Cerebrale

mercoledì 6 gennaio 2010

Vaccini sull'influenza A: dal sospetto alla vergogna

di Oliviero Beha

“Che quello dei vaccini per prevenire o ridurre l’effetto del Virus A sia un pasticcio, è l’unica cosa certa della faccenda. Non lo dico io, che non conto nulla, bensì ahimé la realtà. E trattare la questione in modo calcistico come ormai si fa per tutto in Italia, dal destra/sinistra a escort/trans al Ponte sullo Stretto eccetera eccetera, serve solo a rimbambire ulteriormente un popolo già sufficientemente rimbambito di suo dalla realtà (ndr.: smettetela di vederla da destra o da sinistra, siamo tutti inguaiati…). Ma qui la cosa è ancora più grave, essendoci di mezzo la salute, la salute dei bambini, la salute dei neonati: è come sparare su civili indifesi e disarmati…”. Ho virgolettato questo periodo perché è una citazione. Anzi, un’autocitazione. L’avete già letto, credo.La polemica con il professor Fernando Aiuti - Era il 10 novembre dell’anno scorso, l’inizio di un mio intervento proprio qui, su questo portale. Il giorno dopo sono stato ospite di Exit, la trasmissione della gestante D’Amico su La7. Avevo di fronte un luminare come il professor Fernando Aiuti e un direttore generale del Ministero. Solo perché ho ripetuto le cose già scritte qui - che quindi potete tranquillamente rileggervi per avere un’idea più chiara e allargata se non vi è di troppo sforzo - e precedentemente affrontate sul mio behablog, me ne hanno dette di tutti i colori, non rispondendo mai nel merito. La sostanza delle accuse e addirittura inizialmente delle offese era all’incirca: ”Ma come ti permetti tu profano di interloquire con noi esperti della materia?”.Ora viene fuori la verità degli affari e delle chiacchiere - Oggi, a due mesi di distanza, e siamo solo al 5 di gennaio, la verità dei fatti sta smascherando vistosamente la verità degli affari e delle chiacchiere sui vaccini, il virus H1N1, la febbre suina ecc.. Anche se i numeri ancora contrastano, e prendendo per buoni quelli per eccesso e non per difetto, si sono vaccinati meno di 800 mila italiani e solo il 15% tra medici e personale del ramo. Le vittime finora sarebbero (anche qui per eccesso perché tutt’altro che chiaramente attribuibili al virus e non ad altre cause) 193, le dosi di vaccino restanti 23 milioni dei 24 prenotate e pagate alla fornitrice, la multinazionale Novartis, senza né penale né possibilità di restituzione né alcuna vera clausola di garanzia per i compratori. A scatola chiusa, insomma. E già i media per lo più insistono che la “fregatura”, cioè soldi pubblici male investiti (184 milioni e 80 mila euro al netto dell’Iva), è stata peggiore per altri paesi, come se il punto fosse il “mal comune mezzo gaudio” del famigerato proverbio.I dati condannano gli investimenti sui vaccini - Invece il punto è un altro, e assai più grave. Ma ci arriviamo. Un mese dopo quel mio articolo sui vaccini qui e quella trasmissione che come ogni cosa che attiene alla salute suscitò anche ovviamente e giustamente un vespaio, il 12 dicembre su un altro blog mio, Italiopoli, ho pubblicato questo post di uno studioso italiano molto conosciuto come naturopata, cioè Luca Avoledo, che ha un approccio alla malattia o meglio alla salute diverso e sempre più diffuso sul pianeta. Ne riporto l’inizio. ” Come molti avevano preannunciato - tra cui noi -, l'allarme suscitato dalla nuova influenza suina A H1N1 è stato eccessivo e non giustificato. Lo documenta oggi una ricerca americana. Dubbi anche sull'efficacia dei farmaci. Vittime in Italia: 137. Tasso di mortalità: bassissimo, lo 0,0033% (contro quello molto più alto, pari allo 0,2%, dell’influenza stagionale). Tutto il mondo gettato nel panico: ingiustificatamente. Miliardi spesi per fare scorta di farmaci: buttati al vento. Corsa affannosa al vaccino: inutile. L’allarme per l’influenza messicana, poi influenza suina, poi influenza A H1N1, non aveva fondamento. Uno studio americano, condotto dall’Harvard School of Public Health e pubblicato su PLoS Medicine, oggi rivela che la pandemia di nuova influenza è stata la più debole della storia e il virus della A H1N1 è un virus “blando”. Non bastasse, a detta del British Medical Journal, il farmaco impiegato nella terapia della nuova influenza A H1N1 non è efficace nel prevenirne le complicanze respiratorie, come la polmonite…”. E non mi dedico almeno qui e oggi alla ricostruzione della storiaccia, dei convolgimenti internazionali politici, economici, farmaceutici di questa “febbre suina” venuta così a puntino per il grande investimento (o smaltimento?) delle dosi di una multinazionale che sembra arrivare dappertutto, compresa ovviamente la nostra classe politica.Come facciamo a fidarci delle scelte politiche sulla salute pubblica ? - E qui mi dispiace ma le responsabilità sono corali ma non le stesse per gravità. Si parte dal Ministero competente, si toccano per li rami le parentele, si coinvolgono i media che non hanno fatto il loro lavoro e un’opposizione che non ha chiesto chiarezza e controlli come doveva. Resta il punto a mio giudizio più grave: come facciamo a fidarci delle scelte politiche sulla salute pubblica dopo casi/fatti/fattacci come questo? Ci si rende conto del tremendo colpo alla credibilità del tutto dopo il cazzotto inferto alla nostra salute per gli eventuali rischi collaterali dei vaccini in questione e quello alle nostre tasche? Davvero ci rimane solo la consolazione che “tutto il mondo è paese” ? E se altrove inchieste adeguate ci si augura che scoprano e facciano punire i responsabili di questo pasticcio prima sospetto e ora vergognoso, nel paese dei De Lorenzo e dei Poggiolini che cosa vi aspettate che accada?
05 gennaio 2010

giovedì 27 agosto 2009

"Cartelle pazze": le iniziative del Comune



Roma, 5 agosto – Il Comune di Roma mette in campo numerose iniziative per affrontare e risolvere i disagi prodotti ai cittadini dall'emergenza legata alle multe arretrate, le cosiddette cartelle pazze. L'assessore al Bilancio, Maurizio Leo, in una conferenza stampa in Campidoglio, ha fatto il punto sui vari provvedimenti adottati. Ultimo dei quali la firma di una circolare per la rateizzazione dei pagamenti dovuti per multe stradali e tributi di competenza comunale.

Il provvedimento prevede la possibilità di rateizzazione fino a un massimo di trenta rate mensili, con importo minimo di 50 euro. Per debiti fino a 5mila euro non è necessario allegare alla domanda alcuna rateizzazione. Per importi superiori è sufficiente allegare la dichiarazione dei redditi o il Cud.

La suddetta circolare si aggiunge ad altre misure in atto. E' stata approvata dal Parlamento la norma che consente la definizione agevolata delle multe per infrazioni fino al 2004. I Comuni possono decidere se utilizzare o meno l'agevolazione. Il Comune di Roma la adotterà in settembre con un'apposita delibera, subito dopo l'entrata in vigore della legge. Nel frattempo sono stati sospesi fermi amministrativi, ipoteche ed altre procedure esecutive, relativi a cartelle di pagamento per contravvenzioni fino al 2004.
A settembre, dopo l'approvazione della delibera, i cittadini che hanno in sospeso multe fino al 2004 riceveranno una comunicazione da Equitalia-Gerit (agente di riscossione) con la quale sarà indicato come procedere per il pagamento agevolato delle contravvenzioni. Si potrà pagare solo la multa originaria con aggiunta di spese postali e di un aggio di riscossione ridotto al 4%. In pratica la multa tornerà all'importo iniziale, leggermente maggiorato, di solito pari ad una cifra tra un quarto e un terzo di quella che si raggiungerebbe con la normale cartella esattoriale. Nel caso la vecchia multa fosse prescritta saranno gli uffici a provvedere alla cancellazione del debito.

Per le multe relative ad infrazioni del 2005 si può utilizzare la nuova rateizzazione, con le regole fissate dalla circolare appena firmata dall'assessore Leo. La rateizzazione può interessare anche i debiti fiscali verso il Comune; per questi ultimi si può arrivare a 72 rate con importo minimo di 100 euro.

Per le multe dal 2006 in poi, il Comune invierà un "avviso bonario" ai cittadini, prima di trasmettere le contravvenzioni che risultano non pagate all'agente di riscossione, Equitalia-Gerit. In tal modo il cittadino potrà procedere al pagamento prima che sia avviata la procedura di riscossione che aumenta notevolmente l'importo da pagare, o, se lo ritiene opportuno, può far valere le proprie ragioni in altra sede (ad esempio dimostrando che il pagamento è già avvenuto o rivolgendosi al giudice di pace).

Un ulteriore strumento per agevolare i cittadini è costituito dal Protocollo d'intesa firmato il 3 agosto con l'Ufficio del Giudice di Pace per il superamento delle attuali inefficienze che impediscono lo scambio d'informazioni tra l'organo giurisdizionale, gli uffici del Comune di Roma ed Equitalia-Gerit, riguardo ai ricorsi presentati e alle sentenze emesse. La mancanza di informazioni sullo stato del contenzioso relativo alle multe è causa di forte disagio per i cittadini, costretti a recarsi presso diversi sportelli per far valere le proprie ragioni, nel caso siano notificate cartelle di pagamento relative a multe impugnate di fronte al Giudice di Pace o eventualmente da questi annullate. Il Protocollo d'Intesa prevede la realizzazione di un sistema informatico comune di gestione delle informazioni relative ai ricorsi e al loro esito. Il Comune metterà a disposizione dell'Ufficio del Giudice di pace il personale necessario per il funzionamento degli archivi informatici, che saranno realizzati grazie alle tecnologie fornite da Equitalia-Gerit.

Per sapere come comportarsi di fronte alle varie situazioni possibili, relative alle multe non pagate vedi il Vademecum allegato.

Fonte Comune di Roma

martedì 25 agosto 2009

Che cos'è la democrazia?

Che cos'è la democrazia? Il professore Giovanni Sartori, politologo e professore emerito italiano ritiene che la teoria della democrazia stia sopra i fatti, che li debba trascendere e valutare; ritiene che debba tener conto dei fatti, di come l'esperienza riopera sulla teoria.
Di seguito un mio appunto sul padre della democrazia, Rousseau le cui idee influenzarono la rivoluzione francese e su Montesquieu considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri. Questa appunto potrà essere utile per preparare l'esame di scienza politica alla facoltà di scienze politiche (ma anche per l'esame di Storia delle dottrine politiche, stessa facoltà)

Lino B.

LA DEMOCRAZIA IN ROUSSEAU E GOVERNO DI MONTESQUIEU
La concezione moderna del potere
Rousseau: 1712-1778 scrisse IL DISCORSO SOPRA SCIENZE E LE ARTI dove sostiene la tesi contrapposta a quella dell’illuminismo, la valutazione positiva dell’incivilimento determinata dall’estendersi delle scienze e delle arti a favore del progresso. Questo progresso dovuto alla scienza e alle arti ha invece per R corrotto l’uomo. Arti e scienze sono la conseguenza di una inutile curiosità che ha fatto uscire gli uomini dal felice stato di natura.
NEL DISCORSO SULL’ORIGINE E I FONDAMENTI DELLA INEGUAGLIANZA (1755) R delinea le tappe che hanno segnato il passaggio dallo stato di natura alla società civile. R appartiene alla tradizione del contrattualismo moderno cioè all’idea che i cittadini appartengono alla condizione covile attraverso un patto stipulato fra i singoli individui. Questo passaggio è conseguente alla nascita di una disuguaglianza non connaturata nello stato di natura. Nella condizione naturale l’uomo sentirebbe pochi bisogni che potrebbero essere facilmente soddisfatti. L’uomo è perfettamente autosufficiente, non dipende da alcun altro uomo, è quindi libero ed uguale a tutti gli altri e pienamente soddisfatto rispetto ai bisogni che lo determinano. Egli prova sentimenti di simpatia e comprensione. Su questa autosufficienza e indipendenza R fonda la sua concezione dell’uguaglianza naturale fra gli uomini. Col tempo si avvia un processo per cui i bisogni naturali diventano sempre più complessi. La spontaneità è sostituita dal lavoro, tutto ciò fa si che i singoli avvertano il bisogno dell’interdipendenza dagli altri uomini perché i nuovi bisogni necessitano di una collaborazione. Fase 1) nascita agricoltura---) sviluppo della proprietà; fase 2) costituzione della società civile---) tutela proprietà che è fondata sulla disuguaglianza fra ricchi e poveri; fase 3) nascita istituzioni giuridiche---) garanzia ai pochi proprietari della supremazia sulla maggioranza dei poveri.
Il contratto sociale: 1762 critica al processo di incivilimento. R riconosce che la vita dello stato di natura così come l’ha immaginata non è esente da svantaggi; in essa nasce inevitabilmente la disuguaglianza e si ha la causa nella natura del sorgere di conflitti e di violenze che possono essere risolte soltanto dal diritto del più forte. R deve trovare una forma di associazione che difenda e protegga le persone e i beni di ogni associato e mediante la quale ciascuno unendosi a tutti obbedisca tuttavia a se stesso. Questa è la formula: “…nel patto sociale ciascun individuo deve cedere tutto se stesso e tutti i suoi diritti..”. La differenza con Hobbes sta che il destinatario non è più un singolo individuo bensì il corpo politico nella sua interezza. Nasce la volontà generale che esprime una nuova dimensione del potere: obbedendo ad essa l’individuo non obbedisce che a se stesso. La volontà generale non è la volontà di tutti; essa vuole il bene generale mentre la volontà di tutti potrebbe anche indirizzarsi verso un obiettivo che non risponde necessariamente al bene comune e generale ma al bene di una parte. La sovranità appartiene al popolo in modo indivisibile e inalienabile. Questa si può esprimere quando si ha un corpo politico unitario cioè quando il popolo è riunito fisicamente in un’assemblea solennemente convocata. Qui si fanno le leggi. Per applicarle ci vuole un organo esecutivo demandato dal Governo che non è potere separato, ha facoltà di mandare in esecuzione le leggi di potere. E’ contrario ad una netta divisione fra potere legislativo ed esecutivo, cioè al filone che da Locke e Montesqieu in poi ha individuato come caratteristica di stato di diritto. La separazione per R è resa impossibile dal fatto che la volontà generale è indivisibile, quindi la sovranità non è divisa né può essere rappresentata. Il vero corpo politico è la sovranità popolare riunita in assemblea. La proposta di R si rispecchia meglio in stati di piccole dimensioni come le città dei cantoni svizzeri in cui è possibile esercitare la virtù civica.
La volontà generale non è la semplice somma delle particolari volontà: essa è piuttosto espressione diretta della volontà dei cittadini che mirano ad un interesse generale. Sovranità---)contraenti---)corpo morale (si agisce correttamente quando l’azione del singolo è moralità dell’io comune). Al popolo spetta la sovranità, sovranità popolare. Il centro di riflessione è “come è possibile che l’uomo, senza rinunciare alla libertà cioè all’uguaglianza con gli altri, possa riunirsi in un’associazione?”
Il pensiero politico di Montesqieu: (1689-1755) l’originalità è legata all’ideazione di una nuova teoria delle forme di governo. La sua opera principale del 1748 è LO SPIRITO DELLE LEGGI preceduta da due opere profonde come LE LETTERE PERSIANE e la CONSIDERAZIONE SULLE CAUSE DELLA GRANDEZZA E DELLA DECADENZA DEI ROMANI. La causa della potenza e della crisi dell’impero romano è di tipo storico. E’ antifatalista e le ragioni degli eventi storici vanno ricercati in essa. La parabola politica dell’urbe romana è salita a potenza in virtù della mirabile armonia fra istituzioni e virtù civica, ma è decaduta per l’eccessivo allargamento del dominio imperiale.
Pur confrontandosi con le dottrine di Bodin, Hobbes, Locke, M si allontana dalle concezioni che tendono a vedere il corpo politico come una costruzione che si può anche dedurre in modo razionale indipendentemente dalle condizioni storiche. Considera la storia come elemento indispensabile per la conoscenza delle istituzioni.
Lo studio delle leggi: M è considerato uno dei padri dell’illuminismo europeo in quanto cerca di mostrare il legame che esiste tra i pregiudizi umani e le vicende storiche reali. Studia le leggi, le leggi naturali determinano l’essere delle cose e come tali non possono essere violate. Tipo di leggi: Umane (quelle che gli uomini danno a se stessi), naturali (quelle create da Dio e non dipendono dall’uomo). Col tempo nasce la conflittualità e gli uomini si devono dare tre tipi di legge: quelle del diritto internazionale per le relazioni con altri paesi; quelle del diritto pubblico per le relazioni tra governanti e governanti che regolano le istituzioni; quelle del diritto civile che stabiliscono le relazioni fra i cittadini indipendentemente dalle loro condizioni di governato o di governante. Le leggi si adatteranno alle caratteristiche del popolo. Le leggi devono essere relative alla struttura fisica del paese, al clima, alla sua posizione di estensione ma anche genere di vita dei popoli. Devono essere compatibili alla religione, alle inclinazioni, alle ricchezze, al commercio, ai costumi e alle maniere del popolo.
M professa un ideale politico che è quello della costituzione inglese (modello gotico) in cui la pluralità degli organismi sociali e politici trova una forma unitaria in cui la libertà viene difesa.
La libertà è strettamente connessa a ciò che la legge permette. Ma la libertà c’è finché si stabiliscono i limiti dell’abuso di potere e per fare questo è il potere che ferma il potere.
Le teorie sulle forme di Governo: monarchia temperata da leggi, secondo il modello inglese. Per M il governo francese davano eccessiva importanza ai fattori spirituali. M analizza le varie forme: repubblicano è quello in cui il popolo possiede il potere sovrano (può essere democratico che aristocratico); monarchico è quello in cui uno solo governa in base a leggi fisse e immutabili, mentre il dispotico governa senza leggi e regole. Nella monarchia il principio è l’onore in vista del prestigio che spetta alla nobiltà con i suoi diritti. Bisogna rispettare i privilegi di chi può arginare l’abuso di potere da parte del re. M è dell’idea che l’esistenza di una magistratura permanente e indipendente renderebbe tutto operante qualora le leggi vengano minacciate dalla degenerazione della Monarchia. Per M i piccoli stati sono governati meglio dalla Repubblica, quelli medi dalla Monarchia, quelli molto estesi dal dispotismo. Egli diffida del principio radicale della repubblica democratica e guarda più alla libertà difesa nei principi della monarchia costituzionale: questa si corrompe quando le massime dignità diventano simbolo di massima schiavitù.
Perché non si possa abusare del potere è necessario che il potere fermi il potere, il pericolo è costituito dalla concentrazione del potere, così annuncia la separazione dei poteri. Studia la costituzione inglese contrapposta all’assolutismo francese. Il potere deve essere distribuito fra potere legislativo che controlla l’esecutivo ed è articolato al suo interno da una rappresentanza nobiliare (camera lord) e una popolare (camera dei Comuni); un potere giudiziario poco autonomo; un potere esecutivo che partecipa al legislativo. Mostra preoccupazione per le tendenze assolutistiche della monarchia francese. In Francia i poteri non sono più rappresentati dall’aristocrazia degna, sono impersonati da una perdita di onore.
Burke è noto per la sua opera RIFLESSIONISULLA RIVOLUZIONE FRANCESE del 1789. Nel 1744 con la LETTERA AGLI ELETTORI DI BRISTOL polemizza col mandato imperativo ritenendo il Parlamento non un congresso di delegati locali che portano le istanze di interesse particolari ma l’assemblea deliberativa della nazione.

a cura di Lino B.

sabato 28 febbraio 2009

MANIFESTAZIONE A FAVORE DEI BAMBINI

Cosa è un ricordo..niente..non puoi sentirlo, non puoi toccarlo, non puoi vederlo..eppure, è così forte che non riesci più a dimenticarlo…..


Fonte sito dalpaesedeibalocchi.com

domenica 7 dicembre 2008

Armamenti atomici

Il 20 gennaio prossimo il "football", la valigetta di metallo rivestita di pelle con dentro i codici per gli armamenti nucleari, verrà affidata da G.Bush al nuovo presidente americamo Obama. La valigetta contiene un telefono con collegamenti diretti ai centri nucleari del Pentagono di Colorado Springs e al "Sito R", il comando blindato tra il Maryland e la Pennsylvania che amministra i 300 ordigni in perenne stato di allearta. Oltre al telefono un libello descrittivo di tutte le opzioni: dal singolo attacco, all'impiego dell'intero arsenale, con i relativi segnali di comando. Obama si trova davanti ad arsenali che contano ad oggi circa 10000 armi nucleari sparse per il mondo. Un rapporto dell'AIEA (agenzia internazionale energia atomica) lo scorso mese riportava 439 reattori in funzione in 30 paesi con 36 centrali in costruzione, il direttore generale dell'AIEA El Baradei ha denunciato 250 casi di furto o perdita di materiale radioattivo. Inoltre la Russia si sta riarmando e Putin ha minacciato di usare armi atomiche per difendere i suoi interessi, mentre altri 50 paesi stanno costruendo impianti ad arricchimento.

giovedì 13 novembre 2008

Roma antica su Google


Roma antica su Google
E’ la più vasta e completa simulazione in 3d di una metropoli dell’antichità, accessibile a chiunque grazie a Google Earth. Il viaggio virtuale di “Roma Antica” è stato presentato in Campidoglio.

Il viaggio lungo le vie dell’Urbe tardo-imperiale è sovrapponibile alle normali immagini di Roma su Google Earth. Concepito in base al plastico del Museo della Civiltà Romana, è una fotografia della Roma tardo-imperiale intorno al 320 d.C., al tempo di Costantino, e comprende circa 6.700 edifici ‘visitabili’ in ogni minimo dettaglio.

Un nuovo strumento di forte interesse potenziale per lo sviluppo del turismo romano, che potrebbe – auspica il vicesindaco Cutrufo con delega al turismo – invogliare nuovi visitatori a venire nella capitale.

Per vedere Roma Antica in 3d, clic su http://earth.google.it/rome/.


Fonte Comune di Roma

martedì 4 novembre 2008

Se vince il nero

Se vince il nero la crisi finirà, se vince il nero ci sarà sempre il sole, se vince il nero il decreto Gelmini verrà ritirato, se vince il nero Colaninno comprerà Air France, se vince il nero i separati torneranno insieme, se vince il nero qualsiasi impresa sarà possibile; le banche ci pagheranno i mutui e i malati guariranno presto, se vince il nero i petrolieri decideranno di arricchirsi meno, non ci sarà più il pericolo dello scioglimento dei ghiacciai e si risolverà la fame nel mondo.

Se vince il nero non accadrà nulla di tutto questo.

Però se vincerà il nero sarà come per lo sbarco sulla luna: le vite degli uomini resteranno ferme ma l'umanità avrà compiuto un passo avanti.
Se poi questo nero alle intenzioni farà seguire i fatti avremmo vinto tutti davvero.
Sempre che vinca il nero.

Tratto da un articolo di Massimo Gramellini

sabato 11 ottobre 2008

Immigrati, permessi di soggiorno a punti


La proposta della Lega è quella di dare agli immigrati permessi di soggiorno a punti.
In buona sostanza si parte da una riserva di 10 punti concessi a chi dimostra di avere un buon livello di integrazione sociale e una discreta conoscienza della lingua italiana. Ogni violazione di legge comporterà una diminuzione dei punti fino all'azzeramento e alla revoca del permesso.
Mettiamo che la proposta venga attuata e che funzioni, e che poi qualcuno decidesse di estenderla agli italiani, inventandosi una cittadinanza a punti simile per requisiti.
Io personalmente comincerei ad essere preoccupato pensando alla mia pessima integrazione sociale, come quella della maggioranza di tutti noi. Penso solo a quello che succede ai semafori, negli uffici, sui pianerottoli di casa.
E poi la conoscienza della lingua italiana difficoltà per molti di saper coniugare i verbi in modo corretto così come l'uso del congiuntivo.

Infine le violazioni di legge, qui molti hanno il loro bel elenco di peccatucci più o meno innocui.

Se passasse la cittadinanza a punti in breve ci troveremmo ad essere un popolo di nomadi.

Lino B.

martedì 7 ottobre 2008

Il Papa, Dio e i soldi


"Soltanto la parola di Dio è solida, i soldi svaniscono", questo ha detto il Papa durante la riflessione partita dal brano evangelico sulla casa costruita «sulla sabbia o sulla roccia».

Stia tranquillo nessuno ha intenzione di chiedergli un prestito.

Lino B.

sabato 4 ottobre 2008

Granbassi: e se fosse maschilismo?


Molti atleti famosi e non hanno indossato l'uniforme dell'Arma dei Carabinieri, due su tutti mi vengono in mente anche per i loro coloriti comportamenti: Alberto Tomba e Aldo Montano.
Campioni sportivi che nell'Arma hanno fatto i comodi loro.
Nessuno si scandalizzò per il fatto che partecipassero a programmi televisivi.
Nessun ex Presidente della "prima" Repubblica scrisse ho dichiarò che il loro comportamento ledeva il prestigio dei Carabinieri.
Malgrado Montano andasse in tv non per fare informazione ma reality, considerati da molti programmi spazzatura.

La Granbassi invece da fastidio perchè donna.
Allora viva la Granbassi, una che va avanti per la sua strada, non si fa intimidire e partecipa ad Annozero a fianco di Santoro sfruttando le occasioni che il successo sportivo le sta offrendo.

Lino B.

giovedì 2 ottobre 2008

Amore: serve cambiare spesso?

Oggi grazie alla possibilità che abbiamo tutti di poter viaggiare, studiare o lavorare in altre città, abbiamo continue occasioni di conoscere altre persone, inoltre internet è uno strumento che ciascuno può utilizzare anche per nuove conoscenze.
Quindi nel campo amoroso ognuno di noi, se vuole, ha la possibilità di scegliere tra molte alternative.
Eppure sono molte le persone che non trovano l'amore e che si sentono sole.

Avendo molte occasioni a disposizione alcuni, spesso, hanno tanti rapporti e provano a cambiare in modo forsennato partner.
Alla più piccola delusione cercano subito un'alternativa, qualcosa di meglio.

Occorre del tempo per capire se in un rapporto c'è amore oppure solo un'attrazione, occorre tempo per capire se un legame è forte.

L'amore infatti è come un diamante; durissimo e fragile.
Vuole tutto, non puoi dirgli: "Resta dove sei, vado a fare un'altra esperienza e torno".
E se lo perdi non puoi sostituirlo, non c'è nessuno sul pianeta che lo possa sostituire.
Si può cercarlo per anni nei viaggi, nelle discoteche, nei club, su internet senza trovarlo.
Spesso, però, quando meno te lo aspetti, lo incontri.
Ma, come la prima volta, corri sempre il pericolo di fare un errore e di perderlo.

Devi riconoscerlo e averne cura.

Lino B.

martedì 23 settembre 2008

Le minacce del governo di Teheran: pericolo o no


In questo momento la politica di Israele nei confronti del governo di Teheran è quella dell'attesa, ribadire a chiare lettere che il modo migliore per tenere a bada l'avversario è quello di inasprire le sanzioni e non quello di bombardarlo.
Questo apparente distacco che Israele mostra è dovuto al fatto di non voler provocare un nemico, che per il momento non è attivo, e per evitare che lo stesso si possa animare da desiderio di vendetta.

Israele è convinta che l'Iran non rappresenta una minaccia per lo Stato ebraico mentre lo è in misura maggiore per i paesi del Golfo dove la pressione politica di Teheran potrebbe far cambiare alcuni equilibri tra gli Stati confinanti legati anche alla produzione di greggio.

E' evidente che l'atomica per Ahmadinejad rappresenta anche un'"assicurazione" contro un eventuale attacco statunitense già perpretato contro l'Iraq per il petrolio ed altri motivi strategici.

Quindi Israele pare non voglia alimentare tensioni, propone inasprimenti sanzionatori nel tentativo di far girare il problema lavorando anche a livello di intelligence affinché l'Iran diventi un pericolo soprattutto per l'Europa, Russia compresa, e gli Stati Uniti.

E poi come si sta ponendo l'Europa nei confronti dell'Iran?
Finora troppo morbida, soprattutto la Russia che pare non accorgersi che attorno a Teheran orbitano paesi islamici dell'Asia centrale un tempo facenti parte dell'Unione Sovietica.

L'Italia non deve sottovalutare la questione, i rapporti sono sempre molto tesi, vanno dall'esclusione di Ahmadinejad alla cena offerta dal premier in occasione del vertice Fao di Roma, alla formale protesta che il governo di Teheran ha rivolto all'Italia non ricevendo il neo ambasciatore Alberto Bradanini per l'inizio formale del suo mandato.
Tra il nostro paese e l'Iran ci sono in ballo 5 miliardi di euro di interscambi commerciali e il ruolo di Frattini non è sicuramente facile, da una parte l'impegno nei confronti dell'Onu di sostenere la promulgazione di sanzioni e dall'altra quella di tenere saldi i rapporti tra i due paesi.

C'è da aggiungere, infine, che il leader iraniano ha il suo bel da fare contro le rappresentanze moderata del suo governo le quali gettano acqua sul fuoco ogni volta che il presidente iraniano fa affermazioni anti-israeliani, come l'ultima ripresa un paio di giorni fa dal quotidiano Kargozaran dove ribadisce che il suo corpo militare dispone oggi di un numero di "martiri" superiore a quello del periodo bellico e pronti a qualsiasi sacrificio in caso di attacco da parte dei "nemici" di sempre.
Usa e Israele sono nuovamente avvertite.

Lino B.

venerdì 19 settembre 2008

Uomini:ascoltate le donne


La donna moderne cresce con l'ansia da protagonismo, impegni di lavoro, impegni familiari e personali che le provocano un senso inestinguibile di inadeguatezza.

La nostra missione (in quanto uomini), quindi, è quella di essere presenti e saper ascoltare.

La donna, dal proprio compagno di vita, non si aspetta più quasi nulla: meno che mai a letto.

Quello di cui a bisogno è essere risollevata nei momenti di sconforto come un massaggio rinvigorente, quando ormai si sente non più all'altezza, brutta e invecchaita.

Frasi del tipo: va tutto bene amore, non preoccuparti cara, tu ed io fino in fondo ecc.

Poi se tutto è condito con un pò di umorismo allora si raggiunge l'apice.

Lino B.

8 per mille...dubbi


Gli spot della Chiesa cattolica ci spiegano che il denaro dell'8 per mille è destinato ai bambini del terzo mondo e ad opere per disabili.

Ma in realtà solo il 10% di quasta cifra viene investita nelle promesse fatte in tv, il resto viene utilizzato per altre spese.

Se invece non si vuole finanziare la Chiesa cattolica le soluzioni sono quelle di donare l'8 per mille direttamente a un'altra Chiesa, oppure:
1)destinare la somma allo Stato, ma comunque una parte dei soldi finisce sempre alla Chiesa cattolica, mentre il resto lo Stato lo investe in maniera varia per esempio finanziando missioni di pace all'estero.
2)oppure, come fanno in molti, lasciando in bianco la dichiarazione. In questo caso l'8 per mille viene spalmato sulle altre chiese in proporzione alle preferenze ottenute.

Questo per quei pochi che non lo sapessero...

Lino B.

giovedì 18 settembre 2008

Pazzie di fine estate


VINCE LA BARA NON RITIRA IL PREMIO.

In una riffa un uomo della provincia di Foggia ha vinto una bara, una lapide, una luce eterna e un loculo al cimitero, ma non ha ritirato il premio.
Ma gli organizzatori hanno rassicurato l'anonimo vincitore: non c'è scadenza, c'è sempre tempo per passare alla cassa.

Tratto da Leggo

Cyber-guerra: nuove potenze


Denominata anche la guerra del futuro, si tratta di organizzazioni criminali che tramite sistemi informatici violano siti internet, distruggendo file ed archivi digitali, database interi e tutto questo contro banche ma anche contro sistemi informatici di nazioni intere.

Utilizzano tecniche come 66DDoS (tecnica che blocca un sito web subbissandolo di richieste contemporaneamente, sino ad esaurire le risorse del server), oppure il web defacement (modifica dell'home page).

E poi ancora RBN "russian business network", si tratta di una organizzazione criminale ormai storica, con sede a San Pietroburgo, il cui business è l'esecuzione di attacchi informatici, l'invio di spam e il furto di informazioni su richiesta.
Anche in Italia nel 2007 abbiamo iniziato a conoscere questa organizzazione e la mafia russa che vi si cela dietro: siti web sotto attacco DDoS, ai cui proprietari RBN ha detto, semplicemente: "pagate e smetteremo, altrimenti rimarrete sconnessi da internet".

Infine il phishing, il furto di identità e informazioni riservate.
L'Anti-Phishing Working Group ha analizzato 52000 domini internet utilizzati per il phishing, stilando una sorta di classifica di nazioni dove sono presenti più phishing web sites: Hong Kong, Thailanda, Romania, Cile, Lituania, Estonia e Repubblica Ceca.

Lino B.

martedì 16 settembre 2008

Primo giorno di scuola: esempio da non seguire


E' fuori discussione che in una società democratica e liberale come la nostra si abbia la libertà di poter protestare contro la decisione del governo soprattutto quando si tratta di difendere il proprio posto di lavoro.

Ma il modus operandi ideato e messo in pratica ieri in alcuni istituti scolastici nazionali, all'apertura dell'anno scolastico, per contestare le nuove regole annunciate dal ministro della pubblica istruzione Gelmini, ha il grave difetto di aver coinvolto gli studenti; i quali devono usufruire di questo servizio educativo senza subire strumentalizzazioni di sorta.

I professori devono trasmettere alle future generazioni non solo un grado decente di istruzione ma anche rispetto, senso del decoro ed educazione.

Ieri non è stato dignitoso ed educativo manifestare vestiti a lutto con cappelli di carta da asino e fasce nere al braccio.
Ci sarà tutto il tempo per organizzare manifestazioni, cortei, assemblee sindacali e quant'altro.
Ma l'immagine che bisognava dare all'apertura dell'anno scolastico doveva avere un carattere di serietà e tradizione che in altri campi generalmente viene rispettata.

Per questo la messinscena organizzata non è in linea con la funzione educatrice che spetta agli insegnanti e tutto questo si è svolto davanti agli occhi dei nostri figli che in questo momento non hanno certo bisogno di ulteriori esempi negativi.

Lino B.

lunedì 15 settembre 2008

Un pensiero...

Ubi iacet dimidium, iacet pectus meum...
...dove giace la mia metà, là giace il mio cuore...

Lino B.

venerdì 12 settembre 2008

Formaggi avariati: la truffa continua

Nei giorni scorsi mi è capitato di soffermarmi su un articolo pubblicato sul sito luogocomune.net a firma di Marco Cedolin col cui contenuto mi sono trovato assolutamente daccordo e che mi aiutato a riflettere, per questo ho deciso di pubblicarlo sul questo blog.



Molti sicuramente ricorderanno la truffa riguardante i formaggi scaduti e marcescenti contenenti larve, escrementi di topo, muffa e materie plastiche, che anziché essere indirizzati allo smaltimento venivano fusi e riproposti sugli scaffali dei supermercati sotto forma di prodotti freschi e “genuini”. Una truffa che aveva profondamente turbato l’opinione pubblica, anche in virtù del coinvolgimento nel malaffare di marchi di primaria importanza quali Galbani, Granarolo, Ferrari, Medeghini, Biraghi, Prealpi e molte altre ancora. Una truffa che è stata portata avanti per lungo tempo anche grazie al silenzio di moltissimi dipendenti delle aziende coinvolte che sapevano tutto ma hanno evitato di denunciare l’accaduto temendo di perdere il proprio posto di lavoro.

L’inchiesta continua a procedere ed i nuovi sviluppi hanno messo in luce il coinvolgimento di personaggi “insospettabili” nonché un giro di affari sempre più enorme che ormai coinvolge mezza Europa, dalla Spagna all’Austria, dalla Francia alla Germania e al Belgio.

L’ex ufficiale dei carabinieri Francesco Marinosci che dirigeva la caserma del paese di Casalbuttano in provincia di Cremona è risultato essere il rappresentante legale e amministratore unico dell’azienda DELIA che costituiva insieme alla Tradel di Casalbuttano di proprietà di Domenico Russo,il vero perno dell’intero sistema del malaffare e dovrà rispondere del reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari con rischio di danno per la salute pubblica.

Il veterinario dell’ASL piacentina Luciano dall’Olio, attualmente ancora in servizio, era l’uomo che certificava come “sano” il pastone maleodorante (nelle intercettazioni definito “merda” dai personaggi coinvolti nella truffa), arrivando perfino a “dimenticare” il timbro dell’ASL di Piacenza negli uffici del caseificio dando modo all’azienda di procedere a vere e proprie autocertificazioni. Per lui l’accusa è al momento quella di falso ed abuso d’ufficio.

Insieme a loro risultano indagati anche altri personaggi appartenenti all’Asl e gli inquirenti nutrono sospetti anche su funzionari delle forze dell’ordine.

Gli investigatori dopo avere allargato il ventaglio dei prodotti finiti messi in vendita e oggetto della frode anche al ricco mercato dei formaggi grattugiati in busta sempre più spesso presenti sulle tavole degli italiani (che in questo caso sembra contengano il pastone ammuffito anziché parmigiano o grana padano) hanno affermato di ritenere che di aziende come DELIA sia pieno il mercato e che sullo stesso mercato abbondino i grandi marchi ben disposti ad utilizzare questo tipo di “servizio” per incrementare i propri profitti.

I nuovi sviluppi dell’inchiesta, che non sembra ancora avere delineato le dimensioni internazionali della truffa nella loro interezza, mettono in evidenza come i malfattori abbiano potuto continuare la propria attività indisturbati per lungo tempo proprio grazie alla copertura di quelle persone che avrebbero dovuto controllare il loro operato al fine di preservare la salute dei cittadini. La collusione fra controllore e controllato, vero e proprio cancro in Italia, spesso portato avanti nella più completa impunità, come dimostra l’operato di molte ARPA il cui principale compito consistere nell’omettere (quando non addirittura contraffare) i dati delle rilevazioni concernenti l’inquinamento ambientale, si manifesta una piaga sempre più difficile da sanare.

I Ministeri della Sanità (o meglio ciò che ne resta) e dell’Agricoltura, probabilmente messi sotto pressione dai grandi e potenti marchi coinvolti, continuano a tacere riguardo alla truffa dei formaggi, nonostante l’importanza della questione sia dal punto di vista sanitario che da quello economico stia ormai assumendo proporzioni di estrema rilevanza ed esistano serie possibilità che attività parallele a quelle dell’inchiesta principale continuino tuttora a prodursi con le conseguenze che facilmente si possono immaginare per la salute dei consumatori.

Evidentemente per la classe politica italiana è preferibile lasciare il tutto assopito nell’oblio mediatico e magari dedicarsi a parlare di calcio, dal momento che in fondo nonostante i formaggi contenenti carcasse di topi e vermi ammuffiti non “c’è ancora scappato il morto” e sono in gioco il nome e l’onore di tante aziende importanti e “rispettabili”.

Marco Cedolin

mercoledì 3 settembre 2008

Courchevel 1850


L’HOTEL MERCURE E’ SITUATO IN UNA VALLATA A 1900 MT DI ALTEZZA DINANZI AD UN LAGHETTO CHE RISPECCHIA TUTTO IL PAESAGGIO CIRCOSTANTE. DIFRONTE UN CAMPO DA GOLF BATTUTO PER LO PIU’ DA GIOCATRICI PRINCIPIANTI O DA COMMENDADORI DALL’IMBARAZZANTE PANCIA. DAVANTI SI INNALZA UN’IMPONENTE MONTAGNA ROCCIOSA ED ACUMINATA SULL’APICE, QUA E LA QUALCHE PERCOSO MONTANO FA DA CORNICE ALLA VALLATA CHE NELLA PARTE BASSA FA VANTO DELLE VARIE SFUMATURE DI VERDE. TUTT’INTORNO PINI ED ABETI, FIERI ED IN SCHIERA, FORMANO UNA SORTA DI FOLTA CRINIERA SUL PROFILO DELLA COLLINETTA DI DESTRA. IL VERDE DEL LAGHETTO SI CONFONDE CON QUELLO DEI PRATI. LA MATTINA L’ARIA E’ FRESCA ED E’ BELLO TRATTENERSI SULLA TERRAZZA DINANZI A QUESTO MAGNIFICO PAESAGGIO. I COLORI RILASSANO E SI E’ INEBRIATI DA MILLE ODORI CONFUSI CON I SAPORI DELLA PRIMA COLAZIONE. CI SI PERDE CON LO SGUARDO, SONO MILLE LE SFUMATURE CHE SI POSSONO DISTINGUERE E ALLORA VALE LA PENA RESPIRARLE E GUARDARLE TUTTE PER TENERLE GELOSAMENTE CUSTODITE NELLA MENTE PER POI SOCCHIUDERE GLI OCCHI ED ASSAPORARLE NUOVAMENTE QUANDO L’INVERNALE FRENESIA CITTADINA DIVENTA OPPRIMENTE. LA MATTINA SI PUO’ RIMANERE DISTESI SUI COMODI LETTINI IN RIVA AL LAGO SOTTO IL SOLE CALDO COME IL SOLE DI MONTAGNA E RIFRESCATI OGNI TANTO DA QUALCHE NUVOLA PASSEGGERA CHE NELL’ALTO DEL CIELO AZZURRO OMBREGGIA IN PARTE LA VALLATA. L’ACQUA FA SCIVOLARE LA TEMPERATURA DEL TERMOMOMETRO A 18 GRADI

sabato 30 agosto 2008

L’eco dell’ultima stoccata


Il sibilo della lampo e il raggio di luce che penetra nella sacca mi acceca. Sono passate 4 ore da quando siamo partiti. Ho viaggiato comoda sul sedile posteriore dell’auto. Sarò io la protagonista della gara. Ieri sera mi ha coccolato, accarezzato e tolto la ruggine che mi infastidisce, solo lui sa quanto tengo alla mia forma. Finalmente si comincia, sento la sua mano che stringe l’impugnatura e comincio ad ondeggiare nell’aria. E’ un trofeo importante ed oggi sa come prendermi e io non voglio deluderlo, continuo a colpire l’avversario e la luce si accende.
Sento il nervosismo che mi scivola lungo la lama, continuo a dirgli: “Usa la testa”. E lui si lancia contro l’avversario come una furia, tocco il bersaglio mi piego fino a rimanere senza fiato, ondeggio e tocco. Sembra una passeggiata, gli assalti vanno tutti a buon fine: cominciamo le dirette.
Si salta la prima ed aspetto l’avversario. Non mi molla un attimo è stretto a me come fossi la sua mamma, gli dò fiducia e lo ripago.
Di nuovo in pedana, aggancia il passante e lo controlla lo sente allungarsi lungo il corpo come fosse una giugulare gonfia di sangue.
Tocca la coccia dell’avversario e vado in puntamento.
“A voi”.
Guardo il mio avversario dritto in petto è lì a pochi centimetri, mi muovo agile sulla pedana, cerco di mettere a fuoco il bersaglio come fa il pilota di un caccia incollato al timone di coda del suo nemico, qualche istante e giù via in affondo: uno a zero e si ricomincia.
Parte bene questa semifinale e sono sempre lì a pochi centimetri dal prossimo punto. Sono in trans agonistica, mi muovo con agilità nell’aria, paro e rispondo con attacchi ed affondi. L’assalto si chiude con una vittoria, si va in finale.
Mi emoziono come uno scolaretto è solo un anno e mezzo che ho cominciato a tirare, non ho mai assaporato l’atmosfera di una finale, comincio ad avere paura, la tensione sale. Il mio avversario è arrivato terzo al G.P.G. E’ di tutto rispetto, mi guarda con aria di sfida pensa di aver già vinto, forse perché non mi ha mai visto su una pedana da finale.
Ma non mi faccio intimorire.
La guardo nella punta con aria di sfida, ma lei si alza come fosse un fioretto ho il bersaglio di fronte a me senza difesa. Ma che vuol dire? Parto in affondo ma sono toccato sul braccio. Niente, non è niente, si arriva a dieci, non è successo niente. Mi prendo subito il pareggio, ma vado sotto tre a uno. Mi ha sorpreso. Cavolo! La mia prima finale e mi sono fatto sorprendere come un pollo. Non può finire così. Su, forza ritrova la concentrazione. Ma cosa succede, perché mi stringe così forte, e perché è immobilizzato sulla pedana, cerco di muovermi, ma sono come paralizzata. Ci vuole una scossa. Ma come! Si rischia di andare sotto pesantemente e poi come si recupera? Un urlo! Ecco cosa ci vuole un urlo d’incoraggiamento, magari da fuori, da qualcuno lì sulla tribuna.
“Dai Manuel, forza, muoviti, reagisci”.
Puntuale, ci serviva una scossa, è la voce del padre.
Che fai? Non puoi deluderlo è lì che ti guarda. Ricomincio a muovermi veloce, sotto i riflettori che mi accecano e come se vedessi i miei movimenti riflessi in uno specchio, ho ripreso freschezza ed agilità. Svolazzo in aria con finte e contro finte, entro a bersaglio. Uno, due, tre punti e mi porto sul quattro a tre. Mi giro, fà il pugno e soffoca un urlo di gioia in gola.
Mi gaso, sembro un’imprendibile farfalla e i colpi entrano con facilità, stò dominando il match, non concedo più nulla, ho sempre più sicurezza e fiducia.
Il braccio è forte e deciso, la testa è fresca come la brezza mattutina di primavera.
Nove a cinque.
Manca un punto, ho di nuovo il bersaglio a portata di punta e voglio chiudere. Ho una strana sensazione. Sto per vincere. Saranno contenti di me, il mio primo torneo vinto. Che fico! Ma…cavolo, mi sono distratta e…nove sei. Sono di nuovo in guardia, rischio di far rientrare in partita il mio avversario, lo guardo: suda e ha voglia di rifarsi. Devo chiudere l’incontro. Lo punto dritto in petto e voglio fare una flache e così chiudo in bellezza.
Lo controllo, lo invito con una finta, faccio un mezzo passo indietro e carico il quadricipite d'appoggio, lui abbocca va per avanzare e io anticipo lanciandomi contro di lui. Bip! Centro!
Entro deciso e preciso sul bersaglio mi piego fino a quasi spezzarmi, mentre schizzo via fuori pedana, sfilando e sfiorando il mio avversario, sorpreso e frastornato dal sibilo dell’ultima stoccata.
Mi giro in un salto, tolgo la maschera e lancio un grido di gioia, mentre il sudore si riversa sul viso come un fiume in piena.
E ora saluta l’avversario mi dico. Ma… cado a terra, girando sulla coccia per 90 gradi. Rimango li ferma e tutti intorno si abbracciano, si stringono e si fanno i complimenti e io lì ferma che guardo, sono fiera di me ma…lì ferma. Ho fatto il mio dovere provo a gridare: ”Ho vinto pure io”. Ma niente, lì a terra ferma… sembra che nessuno mi senta. E allora…va bene sono felice e so che il mio posto è dentro la sacca chiusa con la lampo, al buio e in attesa del prossimo assalto in compagnia dell'assordante eco dell'ultima stoccata.

Lino B.

Per cosa si uccide

Titolo: Per cosa si uccide
Autore: Gianni Biondillo
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2004


Il noir è ambientato nel quartiere simbolo della periferia milanese di Quarto Oggiaro, dove l'ispettore di Polizia Ferraro è protagonista suo malgrado delle indagini su una serie di omicidi.
Il romanzo comincia con un cane ucciso e si snoda tra la milano fatta di cemento, in realtà ad essere raccontata è una città intera: le vie di lusso e inverdite artatamente da stilisti isterici; i negozi con commesse eleganti e signorili; le modelle anoressiche e malvestite che vagano stanche; il tutto ambientato tra Lazzaretto, la chiesa di San Maurizio il Monastero Maggiore e Brera.
Il protagonista del romanzo è l'ispettore Ferraro, separato con figlia.
Ha interrotto gli studi senza laurearsi, un uomo senza qualità particolari se non un buon senso dell'umorismo, che mangia cibi surgelati e vive in un appartamento dove regna la confusione.
Il suo rammarico maggiore sta nel cognome; avrebbe preferito che finisse con una "i" o una "a" per non avere un nome "loffio".
Si troverà ad affrontare quattro casi di omicidio che accadono nello spazio temporale delle stagioni e la domanda ricorrente è "per cosa si uccide".
Se lo domanda soprattutto durante un interrogatorio dove il presunto omicida risponde: "Non lo so, è lei l’esperto, me lo dica lei per cosa si uccide…". "Si uccide per i soldi e per il sesso, in buona sostanza si uccide per il potere". Questa è la risposta di Ferraro.
E che, però, dopo altri casi di omicidio riterrà insufficiente. Per questo avrà di sè una pessima considerazione; per non aver capito prima che si può uccidere anche per qualcos'altro.
E se avrete voglia lo potrete scoprire leggendo il romanzo.

Lino B.

lunedì 25 agosto 2008

Pochi inutili nascondigli



FALETTI GIORGIO
POCHI INUTILI NASCONDIGLI
Editore: BALDINI CASTOLDI DALAI

Da improbabile poliziotto "Vito Catozzo" di "Drive in" a scrittore di romanzi gialli. E' da poco uscito il quarto romanzo di Giorgio Faletti (Io uccido 2002-Niente di vero tarnne gli occhi 2004-Niente da un evidente destino 2006), "Pochi inutili nascondigli" una raccolta di 7 racconti sul genere horror. Nella scia di Poe e King Faletti traccia un titolo dal significato particolare: ognuno di noi cerca di esorcizzare nella vita quotidiana quei sentimenti negativi che sono presenti in qualche angolo della nostra coscienza. Ma il "mostro" che c'è in noi, a volte, riesce ad emergere mostrando gli aspetti più letali.
I paesaggi, ben conosciuti da Faletti, e i per personaggi sono descritti con dovizia di particolari come ormai ci ha abituto nei suoi romanzi.
Ogni capitolo è a se stante quindi il libro può essere letto in varie tappe.
Rispetto ai libri precedenti qui l'autore riesce ad esprimersi con grande abilità narrativa con il dono della sintesi e dell’equilibrio e questo permette al lettore una partecipazione personale e quindi un buon coinvolgimento emotivo.

Lino B.

venerdì 23 maggio 2008

Il cuore di una persona per bene

Può capitare a volte di trovarsi a fare i conti con la propria professione, può capitare di dover prendere decisioni importanti in pochi istanti, può capitare di veder andare in fumo un anno e mezzo di duro lavoro, può capitare di fare i conti con se stessi e può capitare che tutto ciò avvenga in un solo minuto e quel minuto dedicarlo con cuore a chi in quello stesso momento sta lottando contro la morte.
Il suo pensiero sulla Repubblica è inciso per sempre: scientia rerum reipublicae salus.

Questo pensiero è dedicato a una persona per bene e io ho la fortuna di conoscerla.

Lino B