
di Imposimato Provvisionato
edizioni chiarelettere
Il 16 marzo 1978 ero in gita scolastica presso una piccola fabbrica di materassi alla periferia di Roma avevo poco più di dodici anni. Giravamo accompagnanti dalla guida incuriositi dalle enormi macchine da lavoro quando un uomo ci raggiunse e con voce tremolante ci disse che l'onorevole Moro era stato rapito. Il volto di quell'uomo con lo sgomento e la paura è rimasto per sempre impresso nella mia mente.
Dicono che tutti ricordano quello che facevano quella mattina.
Lo ricorda sicuramente il Venerabile che quella mattina ricevette 2 persone all'hotel Excelsior una delle quali si rivolse dicendo "il più è fatto adesso aspettiamo le reazioni" (testimonianza di Nara Lazzerini al processo strage di Bologna).
Lo sa il colonnello Guglielmi del Sismi, agli ordini del generale Musumeci(tess P2 1604)presente in via Fani la mattina dell'agguato nonché istruttore in corsi speciali di addestramento a tecniche di agguato e di imboscata che si tenevano nella base militare segreta di Capo Marrargiu. (Si saprà nel 91)
Lo sa il giudice Ferdinando Imposimato che con l'aiuto del giornalista Sandro Provvisionato torna sul caso Moro con "Doveva morire" chi ha ucciso Aldo Moro.
Il libro, che ho appena finito di leggere, mi ha colpito per l'ottima qualità narrativa, riesce ad entrare nei fatti con molta precisione, supportato da molta documentazione anche originali.
L'impronta è decisamente complottista, dall'intervento del super killer presente la mattina in via Fani (quello che spara 49 dei 91 proiettili usciti dalle armi dei terroristi), alle interferenze nelle indagini del Kgb, dai collegamenti provati tra br e raf all'enigma dell'Istituto di lingue parigino Hyperion, dai comitati "pidduisti" istituiti subito dopo il rapimento da Cossiga, alle occasioni mancate per liberare lo statista.
Insomma gli scenari di quei giorni con le bugie le omissioni e i depistaggi sono raccontati con dovizia di particolari (richiamo di approfondimento a fine capitoli e nutritissima documentazione a fine libro).
Ma la sensazione a fine lettura è sempre la stessa quella che si è avuta in questi trent'anni: la morte dello statista fu voluta da tante persone e da tante fazioni tutte in lotta tra loro.
Ma la sensazione a fine lettura è sempre la stessa quella che si è avuta in questi trent'anni: la morte dello statista fu voluta da tante persone e da tante fazioni tutte in lotta tra loro.
Lino B
1 commento:
Qui sè raccontata la pagina più brutta della Repubblica. E la cosa che più rammarica è che non sapremo mai la verità
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