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lunedì 11 febbraio 2008

Scie chimiche


Da ormai due lustri, i nostri cieli sono caratterizzati da lunghe scie bianche. Sono le scie degli aerei. E' risaputo, infatti, che gli aerei rilasciano al loro passaggio delle scie bianche chiamate"scie di condensazione". Si tratta di un fenomeno del tutto naturale. I gas caldi (mix tra vapore acqueo e gas combusti) che fuoriescono dai motori degli aerei venendo a contatto con l'aria fredda dell'atmosfera innescano il processo della condensazione: il vapore acqueo si trasforma in piccoli cristalli di ghiaccio soggetti all'evaporazione. Per la loro natura, le scie di condensazione si dissolvono in circa 30-50 secondi (in casi particolari posso permanere nell'aria per pochi minuti) e pertanto non possono essere lunghe.
Essendo un fenomeno del tutto naturale, le scie di condensazione seguono determinate leggi fisiche, le quali si possono riassumere in tre principali condizioni fondamentali:- quote superiori agli 8000 metri;- umidità relativa non inferiore al 70%;- temperatura inferiore ai -40 °C.(Questi valori si possono trovare nelle definizioni di "contrails" riportate da alcuni manuali di meteorologia, da Wikipedia, dai siti della NASA, FAA, NOAA, EPA e US Air Force.)
Le scie che possiamo vedere tutti i giorni, però, sono scie particolari, del tutto diverse dalle scie di condensazione. Non servono titoli di studio particolari per rendersene conto: è sufficiente alzare lo sguardo al cielo. Queste scie sono molto lunghe e molto persistenti: alcune di esse si estendono da orizzonte a orizzonte e permangono nell'aria addirittura per molte ore. Altre assumono comportamenti strani: nella loro lunghezza svaniscono in alcuni tratti ma permangono in altri, oppure si espandono a dismisura o ancora si espandono "a tratti". Inconsueto e improbabile fenomeno se si trattasse di semplice vapore acqueo. In alcuni giorni si possono contare nell'arco di un'ora decine e decine di scie e in altri giorni si può assistere alla formazione di veri e propri reticolati nel cielo. Queste scie sono state avvistate anche fuori dalle rotte degli aerei di linea, a quote improbabili per gli aerei di linea e in spazi aerei non consentiti al traffico civile e/o commerciale. A questo punto viene naturale chiedersi: se sono scie degli aerei, di quali aerei si tratta e soprattutto… che tipo di scie sono? E' evidente che non sono scie di condensazione. Quindi… che cosa sono? Da cosa sono composte?

Lo scopo di questo articolo è quello di dare un'informazione, argomentare e fornire spunti di approfondimento su un un fenomeno tanto reale quanto screditato. Le scie chimiche: strane strisce bianche e permanenti lasciate dagli aerei, molto diverse dalle normali scie di condensazione.
Se non avete mai sentito parlare di scie chimiche o siete dubbiosi o scettici a riguardo, speriamo che l'articolo vi abbia incuriosito per poi apprfondire in rete l'argomento.
Ciò che possiamo fare è condividere i nostri dubbi, le nostre perplessità riguardo una disinformazione mediatica sempre più incalzante.

1 commento:

Gianni Comoretto ha detto...

Sono un astronomo, e da quando ero ragazzino guardo il cielo.

Le scie che vedevo allora sono le stesse di adesso: a volte corte, a volte molto persistenti. A volte continue, a volte interrotte, se l'aereo attraversa un tratto di aria più secca (del resto anche le nuvole a volte sono continue, a volte hanno bordi netti, a volte coprono il cielo a pecorelle). A volte restano dove sono, a volte, se il tempo è instabile, preannunciano e favoriscono la formazione di cirri, e sembrano espandersi a coprire tutto il cielo. Oggi ce n'è molte di più, ma anche il traffico aereo, soprattutto in quota, si e' decuplicato.

Ho provato ad informarmi da amici meteorologi, e nessun professionista ha mai visto niente di anomalo in quelle scie. Esistono migliaia di studi scientifici sull'argomento, e neppure l'ombra di un indizio che in quelle scie ci sia altro che ghiaccio, e le "normali" porcherie che si trovano negli scarichi di un motore.

Le condizioni che cita sono quelle che servono per la permanenza di ore e ore, e non sono neppure giuste, se fa abbastanza freddo una scia persistente si forma con umidità anche solo del 50%. Le scie brevi si possono formare anche senza umidità, basta quella dello scarico.

Provi ad informarsi anche in siti differenti da quelli complottisti.
Un buon inizio è il sito curato da piloti civili www.md80.it. Un sito della NASA è stato tradotto almeno in parte in
http://bragwebdesign.com/contrails. Altri li trova alla voce "scie chimiche" di wikipedia.

E se ha ancora dubbi, provi a chiedere.

Cordiali saluti